L'innesto
L’innesto è una pratica utilizzata per accelerare il processo di crescita di piante che sulle proprie radici sarebbero di crescita molto lenta (la pratica dell’innesto consente una crescita circa del doppio rispetto ad un esemplare su proprie radici, addirittura in alcuni casi una pianta innestata di un anno ha le dimensioni di una cresciuta normalmente di 4/5 anni) o per salvare ad esempio piante rovinate alla base da marciume, per far vivere esemplari molto delicati, forme crestate o piante che non producono clorofilla come ad esempio il gymnocalycium mihanowichii hibotan che va mantenuto necessariamente su innesto.
L’innesto è formato da due parti: il portainnesto, che deve essere un individuo robusto ed in buona salute (alcune tra le piante più indicate sono myrtillocactus geometrizans, echinopsis, trichocereus) e la marza ossia la pianta che intendiamo innestare; ricordiamoci che è necessario che portainnesto e marza siano analoghi ovvero le cactacee vanno innestate con le cactacee ecc. … e che le due parti siano dello stesso diametro o che il portainnesto sia leggermente più grande della marza.
Inizieremo col tagliare orizzontalmente l’apice del portainnesto tanto da rendere ben visibili i fasci vascolari (ricordandoci di usare un coltello molto affilato e disinfettato in precedenza), avendo cura di smussare gli angoli e le eventuali spine che potrebbero dare fastidio durante l’operazione di innesto.
Proseguiremo poi con l’effettuare un altro taglio orizzontale alla marza privandola dell’apparato radicale e sovrapponendola al portainnesto avendo cura di far combaciare i fasci vascolari di entrambe le parti, operazione importante per la buona riuscita dell’innesto.
Per finire legheremo le due parti con due elastici piatti incrociati da fare passare sotto al vaso, abbastanza stretti da evitare successivi movimenti ma non troppo da danneggiare le piante eseguendo poi sulla marza una leggera pressione, operazione che serve ad eliminare eventuali bollicine d’aria sulla superficie di taglio.
Dopo aver eseguito l’innesto provvederemo a porre la pianta in un luogo luminoso, in ombra e possibilmente ventilato ad una temperatura non inferiore ai 25°; dopo circa due settimane, se l’operazione è andata a buon fine, si sarà verificata la fusione dei tessuti e si potrà notare la ripresa vegetativa e potremo quindi ricominciare ad annaffiare normalmente la pianta.
Per finire ricordiamo che il periodo migliore per effettuare un innesto è la tarda primavera, dato che le piante scelte dovranno essere ben in vegetazione; andranno bagnate in abbondanza 3 giorni prima di effettuare l’innesto, inoltre la marza potrà avere dimensioni minime inferiori al millimetro e poche settimane di vita ma non dovrà essere grande e vecchia dato che la lignificazione e le dimensioni potrebbero rendere difficoltose la fusione dei tessuti.



